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La  storia

Gianni, dopo 10 anni vissuti lontano dal Friuli, ritorna nel suo paese natale per assistere il padre. Per certi versi la sua terra è sempre la stessa, immutabile nelle sue tradizioni e nei tic dei suoi insoliti abitanti; sotto altri punti di vista tutto è cambiato.
Suo padre, uomo saldo, lavoratore indefesso e marito fedele, ha da poco perso la moglie. Inevitabilmente è sprofondato in una depressione che spesso sconfina nel mistico.
Tenta più volte l’estremo gesto, ma la sua disperazione è forse solo una bizzarra richiesta di aiuto.
Gianni si dà tre mesi di tempo per rimettere in piedi il padre.
Nel frattempo cerca un lavoro qualsiasi.
L’azienda nella quale viene assunto è governata da un imprenditore friulano vecchio stampo, che detesta ogni individuo che non dimostri abnegazione e sottomissione alle sue regole.
Gianni, d’altro canto, è il portavoce di una generazione cresciuta con il mito della libertà, che non conosce il senso profondo del sacrificio.
Il conflitto sarà inevitabile.
Il ritorno di Gianni porta la sua vita ad intrecciarsi con quella dei personaggi tipici di ogni realtà di paese, ognuno dei quali nasconde una vita segreta, che spesso smentisce le apparenze.

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L’utilizzo della lingua friulana


vuole creare uno spaccato il più realistico
possibile della nostra società. La lingua principale è il friulano,
ma anche l’italiano trova il suo spazio, a seconda dei personaggi
e delle situazioni (esattamente come accade nella realtà).
Della lingua friulana in particolare si intende utilizzare tutte le voci:
dal gergo vivo del bar, in continua riscoperta di se stesso,
al linguaggio standardizzato della koinè, che dà voce alle figure
più “istituzionali”.
Il progetto prevede una doppia sottotitolazione.
I dialoghi in Italiano verranno sottotitolati in Friulano e viceversa.
Questo sia per creare una “parità tra le due lingue” sia per dare
la possibilità di esportare il prodotto in zone non “Friulanofone”
(per esempio diffondendo sul web parti delle puntate
a scopo promozionale)
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