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I personaggi

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Gianni

Fabiano Dassi

Ha trent’anni.
E come molti trentenni è alla ricerca del suo posto nel mondo. Ha sempre davanti a sé il mito della felicità e della libertà, e attorno a lui le testimonianze dei suoi fallimenti.
Ma Gianni è diverso dagli altri.
È nato il 6 di maggio del 1976.
Un’ora prima del terremoto che ha segnato la storia del Friuli.
Gianni è il simbolo di un popolo spaccato tra passato e presente.
Gianni è il simbolo della felicità che dura un istante.
Felicità che lascia il posto alle ferite.
Ovunque vada, qualsiasi cosa faccia, Gianni vede i suoi sogni sgretolarsi contro la dura realtà.
Ma sempre rimarrà un sognatore.
Ed è friulano: dove gli altri vedono macerie, lui vede l’opportunità di ricostruire.

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Libero

Giorgio Merlino

Il tipico Friulano “salt, onest, lavoradôr…”. Un passato di emigrazione e fatica, un’esistenza dura, dedicata con infinita abnegazione alla costruzione di una casa, di una famiglia, al raggiungimento di un benessere che l’infanzia non gli ha fatto nemmeno sognare. Con l’arrivo della tanto agognata pensione, quando i suoi obbiettivi sembrano raggiunti, ricominciano i guai: perde la moglie e, ritrovatosi solo, cade in una profonda e mistica depressione. Si trova, da tradizionale maschio Friulano viziato dalle donne, totalmente incapace di gestire la sua vita pratica. Cucinare, lavare, far la spesa: un dramma! E’ un invalido sentimentale. Al contrario di molti non cerca la scorciatoia dell’alcool; vuole solo attirare l’attenzione dei suoi cari, e tentare continuamente il suicidio gli sembra il modo migliore per farlo.

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Il paron

Vanni Pauluzzo

Padrone indiscusso e deus ex machina della “Daurman s.r.l.”, l’azienda nella quale GIanni trova lavoro.

Rude, schietto, cinico, sarcastico, autoritario.
È l’uomo che si è fatto da sé, dotato di una spiccata intelligenza animale, teorico della superiorità dell’azione sul pensiero, pratico del fine che giustifica i mezzi.
È il nuovo datore di lavoro di Gianni, e sarà il suo principale antagonista.
Le loro filosofie di vita così distanti, unite all’impertinenza di Gianni ed all’incapacità di ammettere errori del Paron daranno luogo ad uno scontro senza fine.

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Stiv

Massimiliano Pividore

Indiscusso erede al trono della “Daurman s.r.l.”

Stordito dal benessere, viziato, donnaiolo, scansafatiche.
In lui tutti i difetti di una generazione che non ha conosciuto il dolore.
La sua totale incapacità di concepire il concetto di responsabilità, di valutare le conseguenze delle sue azioni, lo porta ad affrontare con folle leggerezza mille iniziative strampalate.
Saranno sempre altri a raccogliere i cocci che si lascia dietro ogni suo passaggio.

Gianni vede Stîv come un odioso scapestrato, ma nonostante questo, tra i mille conflitti, i due capiranno di avere più cose in comune di quanto sembri.

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Nina

Sara Missarino

Venticinque anni.
Enigmatica, riservata, scostante.

É il suo essere apparentemente irraggiungibile a renderla così affascinante per Gianni.
In realtà la sua è una maschera che deve indossare per sopravvivere alla vita della fabbrica, dominata da un tremendo maschilismo.

Ha grandi ideali e sogna il principe azzurro; non si rende ancora conto che probabilmente il principe azzurro è appena arrivato.

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Baudelaire

Massimiliano Gosparini

Il bel tenebroso dell’azienda.

Decisamente bohémien nell’aspetto:
anche la tuta di lavoro gli cade in modo romantico.
Gran lavoratore, ma cinico, individualista e, perché no:
un gran bastardo.

Nel tempo libero è poeta.
È famoso in tutta Italia (tranne che in Friuli, ovviamente) per le sue poesie, ma ha deciso di restare a vivere in Friuli, lontano dai riflettori, perché: “Qui la vita è vera”.

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Toppazzini

Adriano Sabotto

Rappresenta l’allegoria del Friulano “sotan”.

Eroe a parole con i colleghi, coniglio quando il Paron si trova a meno di cinquanta metri di distanza.

È la vittima sacrificale dell’azienda: strambo, invidioso, profondamente masochista.
Ma in fin dei conti, nel suo intimo, gli piace essere trattato come una merda.

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Badù

Daniel Samba

L’operaio di colore della “Daurman s.r.l.”.
Non si chiama Badù, solo che il primo operaio africano dell’azienda, tanti anni fa, si chiamava così. E da allora quelli come lui li chiamano Badù.
Per comodità. Non è razzismo. Solo idiosincrasia ad utilizzare nomi differenti da quelli conosciuti.

È laureato in economia all’università di Brazzaville, col master.
In azienda fa l’aiuto magazziniere.

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Lerotik

Valdi Tessaro

È il più esperto degli operai della Daurman s.r.l. È affidabile, capace, risolutivo, esegue gli ordini e non fa mai domande… ha un unico difetto è ossessionato dal sesso.

Il suo unico modo di comunicare è attraverso allusioni e battute a doppio senso. Ma nonostante il suo atteggiamento sfrontato ed estroso, sotto sotto è pieno di tabù.

L’operaio Baudelaire dice di lui: “Ci sono farfalle che vivono solo un giorno. Ci sono animali selvaggi che appena nati sanno già cacciare. Ci sono animali mastodontici che vivono per migliaia di anni. Ma par Lerotik a esist dome la pantiane”.

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Le 3 arpie

Caterina Tomasulo, Gina Serravalle, Bruna Nonino

Pettegole e maliziose. Le basta uno sguardo e capiscono tutto di te. Tre vite consacrate a farsi i fatti altrui.

Le tre arpie sono un essere mitologico: une e trine. Il Paron racconta che sono nella fabbrica da sempre e che tanti anni fa suo nonno gli ha costruito il capannone sopra.

Personaggi inquietanti, onnipresenti e onniscenti negli anni hanno potenziato le loro incredibili capacità di pettegolare grazie ai Social Network.

L’operaio Baudelaire dice di loro: “Forse Dio non è un essere onniscente. Probabilmente è qui da così tanto tempo che sa tutto di noi. Ma almeno Dio non va in giro a sputtanarci.

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Nauli e l’assistente

Nauli – Italico “Pauli Nauli” Paulitti
Assistente – Alessandro Comello

L’Ispettore Nauli, ispettore della “Vuardie di finance”, è il terrore degli imprenditori friulani.

I suoi scrupolosi controlli hanno segnato la fine di numerose fabbriche. È freddo, scrupoloso, determinato. Ha un incredibile fiuto per le truffe e per i falsi in bilancio.

Il suo odio verso gli evasori ha origini profonde. Raccontano che l’hanno trovato in fascie, posato in un registratore di cassa. Che è stato adottato da una caserma della “Vuardie di finance”, perché la sua famiglia era stata sterminata da un evasore totale. Da allora, tutta la sua vita è dedicata a svelare le truffe!

Nella sue avventure è coaudiovato dal fadele Assistente, un personaggio di oscura provenienza, tanto arrogante quanto goffo.

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Daurman s.r.l.

La Daurman s.r.l. è l’azienda del Paron. Già dal nome si capisce che non è un’azienda come tutte le altre (in italiano significa subito, presto, immantinente) ma è il simbolo di un modo di vivere la produttività e il lavoro in Friuli: ovvero sempre di fretta, sempre nel panico e senza via di scampo.

La Daurman s.r.l. è un’azienda storica, passata di padre in figlio di generazione in generazione anche se, a tutt’oggi, non è del tutto chiaro cosa producano. Ma che importa? L’operaio friulano non fa domande, per lui l’importante è lavorare lavorare lavorare.

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