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Episodio Pilota
Argomento:
Di bessôi |
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Episodio 2
Argomento:
Abnegazione |
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Episodio 3
Argomento:
Fatalismo |
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Episodio 4
Argomento:
Furlans e Furlanes |
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Episodio 5
Argomento:
Emigrazione |
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Episodio 6
Argomento:
Felicità |
VOCE GIANNI
Beh, in effetti... forse è proprio così... la felicità non consiste nell’ottenere ciò che si desidera, ma nel desiderare ciò che si ha.
Nella notte stellata della campagna Friulana un'automobile è ferma sul ciglio della strada. Il motore in folle borbotta. Sul portellone posteriore sono incollati diversi adesivi che testimoniano i lunghi viaggi compiuti dal veicolo: SP, FR, I love Berlin... Sul tetto dell’auto sono legate delle valigie, un mobile ed una bicicletta. Anche dai sedili posteriori spuntano una gran quantità di bagagli. Accanto al veicolo c’è Gianni, immobile, concentrato. Pochi metri più avanti un cartello stradale che annuncia “BENVIGNÛTS IN FRIÛL” [...] |
Casa di Gianni – 6:30 DEL MATTINO
Libero, il padre di Gianni, è seduto sul bordo del letto.
Ingerisce delle pastiglie.
Beve un bicchiere d’acqua.
Appoggia il bicchiere sul comodino vicino ad un blister di pastiglie completamente vuoto.
Si corica. Sente dal piano di sopra il rumore di una porta che si apre. Il legno che scricchiola. Un tonfo e un vetro che si frantuma.
Si alza e sale le scale:
“Gianni, setu tu!?”.
Arriva davanti alla porta della stanza di Gianni, è chiusa. La apre. Con grande sorpresa il letto è intatto e Gianni non c’è. [...]
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Casa di Gianni - Primo mattino
Una radiosveglia entra in azione. Risuona una solare canzone rock. Un raggio di sole penetra nella camera. Gianni è appena sveglio.
Il livido sotto l'occhio si sta riassorbendo. Sorride.
Si lava il viso.
Si fa la barba. Sorseggia soddisfatto il caffè. Uscendo passa davanti alla camera del padre e gli fa: “Papà jo voi... si viodin usgnot!”.
La frase gli muore in gola: la scena che gli si presenta è oltremodo inquietante. Il padre giace sul letto, con gli occhi chiusi e le braccia incrociate sul petto. Un prete lo sta benedicendo col turibolo fumante: “Ego te absolvo...” [...]zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
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Chiesa del paese
Il sagrato della chiesa è spazzato da un forte vento.
In cielo nubi nere ed il fragore di un fulmine.
Si sta avvicinando un
acquazzone.
Gianni entra rapidamente nella chiesa.
Percorre il corridoio della navata principale che conduce all’altare sul quale domina un grande crocifisso. Rimbomba un tuono. Gianni si ferma.
Cade in ginocchio, in lacrime. “Padre... perdonami perché non so
quello che faccio. Dut ce che o tocji, dut ce che o fâs, al vâ in fum... È je colpe me... o ai fat falî la fabriche, o ai copât il paron [...]”
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Gianni e il Paron. L’acqua e il fuoco. La spada e la piuma. Due mondi diametralmente opposti. Due modi completamente diversi di prendere la vita. Lo si può notare dai piccoli gesti quotidiani.
Sono le sette meno dieci del mattino: il Paron esce rapido dalla doccia fumante, si rade efficacemente con il rasoio elettrico ascoltando e commentando il TG regionale, trangugia un panino con la mortadella, si annoda la cravatta con maestria. Al contrario,
Gianni si lava nella vasca leggendo un libro con in sottofondo un pezzo jazz; si rade delicatamente [...] |
Strada del paese
Gianni sfreccia con l’auto. Lancia un’esternazione plateale:
“Pezzo di merda!”. Alza il volume dell’autoradio:
la voce dell’intervistatrice fa: “Il suo è stato un colpo di genio o una
decisione maturata duramente”, sentiamo il Paron rispondere:
“Era un’idea che avevo da tempo solo aspettavo il momento opportuno.
Sapevo che quei prodotti sarebbero andati a ruba su e-bay. Dopotutto oggi non è un giorno come gli altri”. Gianni arriva nel
parcheggio dell’azienda. Parcheggia malamente. [...]
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