Il Friuli: terra di vecchi e d’adolescenti…
Poche terre come la nostra hanno convissuto così a lungo con il dolore.
Nei secoli non si contano cataclismi, invasioni, tragedie, diaspore.

 

I solchi di queste ferite si vedono nelle rughe e nei discorsi dei nostri vecchi.
Ma riusciamo a vederli negli occhi dei nostri ragazzi?

Il conflitto generazionale
Una generazione, quella “del terremoto” che col sudore della propria fronte ha traghettato la piccola patria nel regno del benessere.
La generazione successiva, quella degli eterni adolescenti svezzati dalla televisione, sembra non rendersi conto del privilegio che gli è dato e cerca altro.
Che cosa? Ancora non lo sa.
Due modi di vedere la vita entrano in conflitto.
Il mito della famiglia e quello della libertà convivono, si
studiano, si invidiano. Quando si parlano non si capiscono.
Una terza generazione, quella “della guerra” si sta pian
piano facendo da parte, e osserva con perplessa nostalgia un mondo troppo diverso da quello che conosceva.

Il conflitto sociale
L'arrivo del benessere, per molti della ricchezza, ha
ulteriormente scisso il nostro popolo.
I nuovi ricchi cercano la felicità nel lusso, negli status symbol, nel materialismo ad ogni costo.
Dall'altra parte chi nuovo ricco non è diventato, si sente custode di una via più sobria verso la felicità.
Ma lo fa per convinzione, oppure fa di necessità virtù?
Anche in questo caso gli anziani, custodi della tradizione, stanno a guardare le accelerazioni della storia, forse disorientati, forse col cuore spezzato.



  Un Friuli
scorcio di un'Italia frammentata, alla ricerca di
  un'identità che porti la pace tra il passato ed il presente.
  Anche qui si può essere felici, ma in fondo in fondo   si rimane sempre un po' friulani.